Come si conclude Frankenstein: spiegazione del finale del romanzo

By |Maggio 17, 2026

Come si conclude Frankenstein: spiegazione del finale del romanzo

Il finale di Frankenstein diMary Shelleyè molto diverso da quello che spesso viene ricordato attraverso i film o l’immaginario popolare. Non ci sono folle inferocite, castelli in fiamme o una vera vittoria finale. Il romanzo si conclude invece con un inseguimento disperato, una morte tragica e un ultimo confronto profondamente malinconico

Nella parte finale della storia, Victor Frankensteinha ormai perso quasi tutto. La Creatura ha ucciso William, Justine è stata condannata ingiustamente, Henry Clerval viene assassinato e infine anche Elizabeth muore durante la notte di nozze. Dopo queste tragedie, Victordecide di dedicare il resto della propria vita alla caccia del mostro che lui stesso ha creato

Frankenstein si conclude con un lungo e affannoso inseguimento verso il gelido Nord. Victor Frankensteininsegue la Creaturaattraverso impervie montagne, fiumi impetuosi, distese di ghiaccio e territori sempre più selvaggi e inospitali.

Victor Frankenstein stanco e consumato insegue la Creatura tra i ghiacci polari nel finale del romanzo Frankenstein.

La Creatura, con grande astuzia e una determinazione incrollabile, continua a lasciargli tracce e messaggi enigmatici, come se volesse attirarlo deliberatamente sempre più lontano dal mondo civile e dalla società umana. Questo lo conduce in un luogo isolato e remoto, un posto dove soltanto loro due possano confrontarsi faccia a faccia, senza alcuna interferenza esterna o distrazione, in un confronto profondo e intimo che li separa completamente dal resto del mondo.

L’ossessione consuma completamente Victor. Non vive più per sé stesso, ma soltanto per vendicarsi. Alla fine l’inseguimento conduce entrambi nei ghiacci del Polo Nord, dove Victor resta isolato sopra una lastra di ghiaccio alla deriva.

È proprio in quel preciso momento che Victor viene fortunosamente salvato dal capitano Robert Walton, un esperto comandante di una nave che si trova bloccata in modo pericoloso tra i ghiacci durante una difficile e impegnativa spedizione artica. Walton accoglie con gentilezza Victor a bordo della sua nave e gli offre rifugio, mentre ascolta con grande attenzione e interesse il racconto dettagliato di tutta la sua travagliata e complessa vicenda personale.

Victor Frankenstein arriva sulla nave ormai completamente distrutto, sia dal punto di vista fisico che mentale. Le sue condizioni sono gravissime e sembrano peggiorare di minuto in minuto, ma nonostante tutto ciò, egli continua instancabilmente a parlare della Creatura che ha creato e del pericolo enorme che essa rappresenta per chiunque le si avvicini. Walton, l’uomo che lo ha soccorso, rimane profondamente colpito non solo dalla straordinaria intelligenza di Victor, ma anche dallaprofonda ossessione che lo ha consumatoe dominato per tutto il corso della sua vita.

La Creatura accanto al corpo morto di Victor Frankenstein nella scena finale del romanzo di Mary Shelley.

Poco dopo, però,Victor muore sulla nave. La sua ricerca di vendetta termina senza una vera vittoria. Non riesce a distruggere la Creatura e non riesce nemmeno a liberarsi del senso di colpa nato dal proprio esperimento.

La morte di Victor segna il crollo definitivo e inesorabile del suo sogno di grandezza e potere. L’uomo che ambiva a dominare la vita stessa e a superare i limiti naturali finisce tragicamente consumato e distrutto dalla sua stessa creazione e dalla profonda ossessione che lo ha guidato fino a quel momento.

Dopo la morte di Victor avviene una delle scene più importanti del romanzo. Walton entra nella cabina e trova la Creatura accanto al corpo del suo creatore.Il mostro non appare trionfante. Non si comporta come una figura vittoriosa o malvagia nel senso classico. Walton vede invece una creatura stanca, disperata e tormentata dal dolore.

Robert Walton parla con la Creatura sulla nave nel finale del romanzo Frankenstein di Mary Shelley.

La Creatura racconta di aversofferto profondamenteper tutta la vita a causa dell’abbandono e del rifiuto ripetutamente subiti dagli uomini che avrebbe voluto considerare suoi simili. Ammette con sincerità le proprie colpe, riconoscendo di aver provocato distruzione e morte lungo il suo cammino. Tuttavia, sottolinea con forza che la sua violenza è stata una conseguenza diretta del continuo respingimento e dell’isolamento a cui è stata sottoposta senza tregua. Questa scenarappresenta un momento cruciale che cambia radicalmente il tono finale del romanzo. Frankenstein non si conclude semplicemente con la sconfitta di un mostro, ma con una tragica distruzione reciproca che coinvolge sia il creatore sia la sua creazione, entrambi vittime di un destino inesorabile.

La conclusione originale di Frankenstein è molto più tragica e silenziosa rispetto a molte versioni cinematografiche. Non c’è una scena spettacolare finale. Mary Shelley sceglie invece un’atmosfera fredda, vuota e malinconica.

Dopo aver parlato con Walton, la Creatura annuncia che anche la propria vita finirà presto. Dice che si allontanerà tra i ghiacci per morire lontano dagli uomini. Walton osserva allora la Creatura sparire nella notte artica sopra una lastra di ghiaccio, fino a scomparire completamente nella distanza.

Il finale del romanzo mostra il fallimento di Victor Frankenstein. Il suo desiderio di superare il limite umano si trasforma in isolamento, colpa e distruzione. Victor voleva creare la vita, ma non è stato capace di assumersi la responsabilità della propria creazione.

Anche la Creatura rappresenta unfallimento tragico e profondo. Nasce con un sincero e genuino desiderio di essere accettata e amata, ma viene brutalmente respinta e rifiutata da tutti coloro che incontra a causa del suo aspetto esteriore. Questa costante esclusione e solitudine provocano un dolore intenso che, col tempo, sitrasforma in un sentimento di odio profondoe in una volontà di vendetta contro coloro che l’hanno emarginata.

Mary Shelley conclude quindi Frankenstein con una riflessione molto moderna: il vero pericolo non è soltanto creare qualcosa di potente, ma farlo senza responsabilità, senza empatia e senza comprendere davvero le conseguenze delle proprie azioni.

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Il finale di Frankenstein è uno dei più malinconici della letteratura gotica. Victor Frankenstein muore consumato dalla propria ossessione, mentre la Creatura resta sola dopo aver distrutto il proprio creatore e sé stessa.Mary Shelley non conclude il romanzo con una vittoria o con una liberazione definitiva. Lascia invece il lettore davanti a un paesaggio vuoto e ghiacciato, dove creatore e creazione finiscono entrambi distrutti dalle conseguenze di un’ambizione senza responsabilità.

Simona – Editrice e Direttrice di scrittissimo.com