Uno studio in rosso: come finisce il romanzo

By |Maggio 18, 2026

Uno studio in rosso: come finisce il romanzo

Uno studio in rosso: come finisce: il finale di A Study in Scarlet diConan Doylerappresenta il momento in cui tutte le parti della storia si collegano definitivamente. Dopo le indagini condotte da Sherlock Holmes a Londra, il lettore scopre finalmente chi è il responsabile degli omicidi di Enoch Drebber e Joseph Stangerson e soprattutto qualimotivazionisi nascondono dietro i delitti.

La conclusione del romanzo non si limita infatti a risolvere un semplice caso investigativo, ma trasforma completamente il significato della vicenda mostrando il passato di Jefferson Hope e la tragedia vissuta molti anni prima nello Utah.

Dopo il secondo omicidio Sherlock Holmes continua a collegare pazientemente tutti gli indizi raccolti durante le indagini. Mentre Gregson e Lestrade seguono ancora piste confuse, Holmes comprende che l’assassino è riuscito a muoversi liberamente per Londra fingendosi un semplice cocchiere.

Uno studio in rosso: come finisce Sherlock Holmes parla con i monelli durante le indagini di Uno studio in rosso davanti ai detective di Scotland Yard.

Grazie anche all’aiuto dei monelli guidati da Wiggins, la sua piccola “squadra mobile”, Holmes riesce a controllare diversi spostamenti e a verificare le proprie deduzioni senza attirare sospetti. Alla fine organizza una trappola al 221B di Baker Street e riesce a far arrivare proprio lì il responsabile degli omicidi.

Davanti agli occhi increduli della polizia, Holmes immobilizza improvvisamente l’uomo e rivela il suo nome: Jefferson Hope.

Una volta arrestato, Jefferson Hope decide di raccontare tutta la propria storia. È in questo momento che il romanzo cambia completamente prospettiva e il lettore comprende finalmente le vere origini della tragedia.

Hope spiega di essersi innamorato anni prima di Lucy Ferrier, giovane cresciuta nello Utah all’interno della comunità mormone. Dopo la morte di John Ferrier e il matrimonio forzato imposto a Lucy, la ragazza muore distrutta dal dolore. Jefferson Hope dedica allora la propria vita alla vendetta contro Drebber e Stangerson, considerati responsabili della distruzione della sua famiglia e della donna amata.

Per anni li insegue attraverso città e paesi diversi fino a rintracciarli finalmente a Londra, dove organizza la propria vendetta.

Uno studio in rosso: come finisce il romanzo

Jefferson Hope racconta di essere riuscito ad attirare Enoch Drebber nella casa abbandonata di Lauriston Gardens. Qui gli rivela la propria identità e gli offre una scelta crudele tra due pillole: una innocua e una avvelenata.

Jefferson Hope arriva spontaneamente al 221B di Baker Street come cocchiere e viene accolto da Sherlock Holmes all’interno dell’appartamento.

Secondo Hope il destino avrebbe deciso quale dei due uomini dovesse morire. Drebber sceglie però proprio la pillola avvelenata e muore poco dopo davanti agli occhi del suo persecutore.

Prima di lasciare la scena del crimine, Hope scrive sul muro la parola “Rache”, che in tedesco significa “vendetta”, nel tentativo di confondere la polizia e depistare le indagini.

Dopo l’omicidio di Drebber, Jefferson Hope rintraccia anche Joseph Stangerson per completare definitivamente la propria vendetta. Questa volta però le cose non vanno come previsto.

Stangerson comprende immediatamente il pericolo e tenta di reagire. Tra i due nasce quindi uno scontro violento che termina con la morte dell’uomo. È questo secondo delitto a convincere Holmes che la teoria di Gregson su Arthur Charpentier è completamente sbagliata.

Uno degli aspetti più particolari del finale di Uno studio in rosso riguarda proprio la figura di Jefferson Hope. Arthur Conan Doyle non lo presenta come un criminale spinto dall’avidità o dalla crudeltà gratuita, ma come un uomo distrutto dal dolore e dal desiderio di vendetta.

Uno studio in rosso: come finisce Jefferson Hope e Enoch Drebber all’interno della casa di Lauriston Gardens poco prima dell’omicidio narrato in Uno studio in rosso.

Anche Watson, che racconta la vicenda, comprende gradualmente che dietro gli omicidi esiste una lunga storia di sofferenza personale. Persino Holmes riconosce che Hope è molto diverso dai criminali comuni affrontati normalmente dalla polizia.

Questo rende il finale del romanzo ancora più ambiguo e complesso dal punto di vista morale: il lettore non solo comprende appieno la gravità e la pesantezza degli omicidi commessi, ma allo stesso tempo riesce anche a cogliere e a comprendere profondamente le motivazioni intime e personali che hanno spinto Hope a compiere quei gesti così estremi.

Uno studio in rosso: come finisce il romanzo

Dopo la confessione, Jefferson Hope viene ufficialmente arrestato. Tuttavia le sue condizioni di salute sono ormai molto gravi. Da tempo soffre infatti di una grave malattia al cuore, peggiorata dagli anni trascorsi inseguendo Drebber e Stangerson.

Poco tempo dopo l’arresto Hope muore improvvisamente, portando così a conclusione definitiva l’intera vicenda. Holmes riesce quindi a risolvere completamente il caso di Lauriston Gardens e dimostra ancora una volta la superiorità del proprio metodo deduttivo rispetto alle indagini tradizionali di Scotland Yard.

Il finale di Uno studio in rosso segna anche l’inizio della celebre collaborazione tra Sherlock Holmes e John Watson, destinata a continuare nei romanzi e nei racconti successivi di Arthur Conan Doyle.

Simona – Editrice e Direttrice creativa di scrittissimo.com